Sabrina Roppo: la professionalità che vince sull'imprevisto. Intervista a una giovane talento del massaggio, protagonista di un momento indimenticabile all'Italian Massage Contest 2026
- 10 lug
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 11 lug

Chi è Sabrina
Presentati ai nostri lettori: come ti chiami, quanti anni hai e da quanto tempo ti stai avvicinando al mondo del massaggio?
«Sono Sabrina Roppo, una ragazza di 22 anni che abita a Bari. Non mi aspettavo di scoprire una passione verso il mondo del massaggio e tutto ciò che riguarda l'estetica: volevo fare tutt'altro nella vita, cioè diventare hostess di volo. Il mio secondo obiettivo, però, era sempre stato quello di aiutare le altre persone a sentirsi belle. Non avendo io stessa una grande autostima, trasmettere benessere e far stare bene gli altri mi fa sentire meglio anche interiormente. Per questo un lavoro come questo è il primo che mi sento davvero di fare.»
Come hai scoperto l'Italian Massage Contest e cosa ti ha spinto a iscriverti nella categoria beginner?
«L'ho scoperto attraverso la mia professoressa, Anna Quercia, che ha invitato me e i miei colleghi dell'Accademia a partecipare a questo campionato. All'inizio ero molto titubante, perché non ero sicura di me stessa e delle mie capacità. Poi, grazie ai suoi consigli e al suo sostegno, mi sono convinta e ho deciso di partecipare. Quindi è tutto merito suo.»
Prima della gara
Come hai vissuto i giorni di preparazione prima della competizione? Eri emozionata, nervosa, entusiasta?
«Ero molto emozionata, perché non avevo mai vissuto un'esperienza del genere e non sapevo bene a cosa sarei andata incontro. Ero anche piuttosto ansiosa, essendo per natura una persona ansiosa, ma allo stesso tempo ero sicura delle mie capacità e sentivo che in qualche modo mi sarei fatta notare nel campionato. So che può sembrare una cosa egoista da dire, ma è quello che penso davvero, e io sono una persona che dice quello che pensa. Era insomma un mix di emozioni: ansia, entusiasmo, euforia. Quest'anno, con le mie colleghe, l'ho vissuta al cento per cento.»
Il momento clou: la rotella del lettino. Raccontaci esattamente cosa è successo durante la tua esibizione.
«È successo che al mio lettino mancava una rotella da avvitare. Io non me ne ero proprio accorta, perché ero completamente concentrata su tutt'altro: stavo effettuando la visione del corpo su cui avrei eseguito il massaggio. Ero quindi del tutto ignara di quello che stava per succedere. A notare il problema è stato un giudice — non ricordo il nome (Massimiliano Autero) , ma so che aveva origini italiane e non faceva parte della giuria dei beginner, bensì di quella dei master. Nel giro di due minuti ho visto diverse persone, tra cui anche giudici della mia categoria, avvicinarsi al piede del mio lettino, e in quel momento sinceramente non stavo capendo cosa stesse succedendo. Me ne sono accorta solo quando ho sentito la rotella muoversi sotto il piede, e a quel punto ho fatto due più due.»
Qual è stato il tuo primo pensiero in quell'istante? Hai avuto un momento di esitazione?
«In realtà no: in quel momento non stavo pensando alla rotella del lettino, ero molto concentrata sul gareggiare, sull'eseguire il massaggio correttamente. Penso che la professionalità di una persona si veda anche da queste piccole cose, indipendentemente dal livello in cui ci si trova — che sia nei master o nei beginner. È una dote che puoi avere di tuo o che puoi sviluppare col tempo, e siccome mi identifico in una persona molto professionale, anche in un contesto delicato come quello, ho ritenuto opportuno continuare: mettere le emozioni da parte e far emergere la mia professionalità.»
Come hai gestito tecnicamente la situazione, continuando il massaggio nonostante l'instabilità del lettino?
«C'è stato un momento in cui ho incrociato lo sguardo della mia professoressa, che si trovava tra le persone intente ad aggiustare il lettino. In quello sguardo ho letto un messaggio chiaro: "Non ti preoccupare, fidati di quello che sta succedendo, fidati delle persone, continua a fare quello che sai fare." E così ho fatto. Da lontano non riuscivo a capire bene cosa stesse accadendo, ma ho scoperto poi che una giudice ungherese, Edina, aveva detto agli altri che ero stata professionale, che avevo continuato senza farmi prendere dal panico — un atteggiamento che normalmente ci si aspetta da chi ha più anni di esperienza. Questa cosa ha sorpreso e colpito tutti.»
Avevi ricevuto durante la formazione qualche insegnamento su come comportarsi di fronte agli imprevisti, o è stata una reazione puramente istintiva?
(Dalla testimonianza di Sabrina emerge che si è trattato soprattutto di un istinto radicato nella sua idea di professionalità, più che di una procedura appresa: la scelta di restare concentrata sul gesto tecnico, lasciando che fossero gli altri a occuparsi del problema al lettino.)
I giudici e il risultato
Quando i giudici ti hanno fatto i complimenti per la tua compostezza, come ti sei sentita? Te lo aspettavi?
«È stata la giudice Edina Leichter la prima persona ad abbracciarmi, perché subito dopo ho avuto un crollo emotivo. Mi ha detto che la professionalità che hai si vede, si percepisce, e in quel momento si è vista chiaramente.»
Secondo te, cosa hanno apprezzato di più: la tecnica del massaggio, la gestione dell'imprevisto, o entrambe le cose?
«Penso che abbiano apprezzato soprattutto il fatto che io sia rimasta concentrata per tutto il tempo sul campionato, sul gareggiare, sull'eseguire il massaggio correttamente senza perdere il flow e la tecnica, che è l'aspetto più importante. Me lo hanno dimostrato concretamente, a partire dalla giudice Edina Leichter.»
La lezione imparata. Cosa ha significato per te questa esperienza dal punto di vista professionale e personale?
«Ho imparato che mettersi in gioco nella vita può portare buoni risultati, così come può andare diversamente — perché ovviamente può succedere anche quello. Da questo episodio ho capito che, quando si tratta di eseguire un massaggio o più in generale di praticare la propria professione, lo si deve fare con rispetto, tenacia, dedizione e soprattutto passione. Senza questi valori il lavoro non riesce mai come dovrebbe, e tutto il resto ne risente.»
Cosa diresti a un'altra ragazza beginner che ha paura di partecipare a una gara per timore di sbagliare o di trovarsi in difficoltà?
(Il messaggio di Sabrina alle colleghe più giovani emerge chiaramente nel suo invito finale, riportato in chiusura: affrontare ogni situazione con rispetto, tenacia, fiducia e passione.)
Il futuro. Parteciperai ancora alle prossime edizioni? Hai già in mente nuovi obiettivi?
«Sì, mi piace l'atmosfera dei campionati, mi piace mettermi in gioco, mi piace tutto di questa esperienza — anche se ovviamente non tutte le edizioni sono uguali, perché un campionato riflette anche i valori di chi lo organizza. Per il futuro ho tanti obiettivi, sono una persona molto ambiziosa. Il mio obiettivo principale è crescere professionalmente, sia nel massaggio che nell'estetica in generale, anche se mi proietto soprattutto sul massaggio, perché so di avere le capacità giuste. Mi piacerebbe aprire un centro massaggi, magari non in Italia, ma allo stesso tempo mi attira anche l'idea di specializzarmi in fisioterapia e diventare una figura a livello medico. Sono molto combattuta tra queste due strade, anche se in fondo potrebbero anche convivere.
Mi piacerebbe far conoscere alle persone le doti che ho, perché spesso, soprattutto nel nostro settore, capita di incontrare professionisti che in realtà non lo sono affatto e finiscono per creare solo danni. Vorrei contribuire a far sì che in Italia la figura del massaggiatore venga finalmente riconosciuta per quello che è, senza la superficialità con cui ancora oggi viene spesso vista — un po' come succede anche per la figura dell'estetista. Mi piacerebbe che la società si aprisse davvero a questa professione.»
C'è qualcuno che vuoi ringraziare — un'insegnante, una figura di riferimento — che ti ha supportata in questo percorso?
«Voglio ringraziare prima di tutto me stessa, lo dico con un po' di egoismo, perché sono riuscita ad andare avanti anche dopo quello che è successo durante il campionato, a chiedere di più a me stessa. Voglio ringraziare i miei genitori, perché senza di loro non sarei dove sono oggi. E voglio ringraziare la mia professoressa, grazie alla quale ho aperto la mente al mondo del massaggio e ho potuto partecipare a questo campionato.»
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«Voglio solo dire che nella vita, in qualsiasi ambito e in qualsiasi situazione ci si trovi, bisogna avere rispetto, tenacia e fiducia. E soprattutto bisogna farlo sempre con passione, qualsiasi cosa si stia facendo.»
Intervista raccolta per il nostro magazine. Si ringrazia Sabrina Roppo per la disponibilità e la sincerità con cui ha condiviso la sua esperienza.



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